
Segnalata occasionalmente nel passato (cfr. Bibl.) con un solo dato moderno rintracciato, di REY (1990), per lo stagno di Loson a Verrayes, unico riferimento riportato da DESFAYES (1993) nel suo lavoro sulla flora palustre della Valle d’Aosta ma mai riconfermata in successivi sopralluoghi. In FI (Bovio, 2008) e TO-HP (Bovio, 2013) non sono stati rintracciati materiali valdostani; nel primo erbario il campione relativo a un dato di Vaccari per la V. di Champorcher (pubblicato in VACCARI, 1903d) è stato revisionato da Steinberg nel 1964 in Carex leporina, fatto che fa sospettare che anche altre indicazioni di Vaccari siano errate o comunque da considerare con prudenza; in TO-HP è stato constatato che gran parte dei reperti assegnati in origine a Carex vulpina sono stati recentemente corretti e attribuiti a Carex otrubae.26). La possibile confusione tra le due specie (la seconda è presente lungo la Dora Baltea presso Quart) viene anche sottolineata da PIGNATTI (1982: III-648) il quale metteva in dubbio la presenza di Carex vulpina in Italia. Attualmente questa specie risulta però presente in varie regioni del nord e centro Italia (cfr Portale della Flora d’Italia, accesso in data 31.5.2026).